Peter Turchin e Warwick Powell si sono basati su modelli quantitativi diversi tra loro, ma convergenti sulla conclusione che la capacità di resistenza ucraina verrà meno entro la fine dell’anno.

Le tesi sostenuti da Turchin e Powell contrastano con gran parte delle analisi rintracciabili sui grandi mezzi di comunicazione, secondo cui il conflitto russo-ucraino sarebbe ormai scivolato verso una situazione di stallo, caratterizzato da una sostanziale impossibilità per ciascuno dei contendenti di avere la meglio sulla controparte.

Turchin e Powell sottolineano come, mentre da un lato abbondino le stime sulle perdite subite da russi, ormai stabilmente valutate dalle stesse fonti in oltre un milione di uomini, dell’impatto del conflitto sull’Ucraina non si trovi praticamente traccia.
Una eccezione è data dalle stime formulate a gennaio dal Center of Strategic and International Studies di Washington, secondo cui gli ucraini avevano subito fino a quel momento tra 100.000 e 140.000 caduti, contro i 325.000 attribuiti alla Russia.
Roberto Buffagni

Scrittore, autore di testi teatrali, studioso di questioni geostrategiche e collaboratore del sito «Italia e il Mondo». Ha curato il volume La supercazzola. Istruzioni per l’Ugo (Mondadori, 2006) e tradotto il saggio di Peter Bogdanovich Chi diavolo ha fatto quel film? Conversazioni con registi leggendari (La Nave di Teseo, 2024).
SOSTEGNO











