L’Operazione Spiderweb, gli attentati contro le linee ferroviarie negli oblast’ di Bryansk e Kursk e l’ennesimo attacco contro il ponte sullo Stretto di Kerč’ per un verso attestano la capacità dell’Ucraina di infliggere colpi significativi alla Russia. Al punto da spingere il «Wall Street Journal» a pubblicare un editoriale a firma del “nouveau philosophe” Bernard-Henri Lévy in cui si sostiene che il successo conseguito dall’Operazione Spiderweb è indice del fatto che l’Ucraina vincerà la guerra. Per l’altro, testimoniano la volontà di Kiev di alzare il livello dell’escalation. La Russia ha risposto, per il momento, con un’intensificazione dei bombardamenti e la condanna della tipologia di guerra portata avanti dal governo di Kiev, che potrebbe verosimilmente portare all’avvio di un’operazione anti-terrorismo destinata a cambiare la natura dell’intervento russo. Allo stesso tempo, il presidente Putin ha sottolineato che gli sponsor occidentali dell’Ucraina vanno ritenuti complici. A partire dalla Gran Bretagna, accusata pubblicamente di coinvolgimento nell’Operazione Spiderweb dal ministro degli Esteri russo Lavrov che ha chiamato in causa anche Francia e, soprattutto, Germania, dopo l’annuncio del cancelliere Merz circa la disponibilità tedesca a sostenere la produzione ucraina di missili a lungo raggio. Lavrov ha inoltre puntualizzato che, in precedenza, attività come quelle condotte dalle forze ucraine all’inizio del mese erano sostenute «sia dagli Stati Uniti che dalla Gran Bretagna, ma ora abbiamo a che fare solo con gli inglesi […]. Forse anche i servizi statunitensi sono coinvolti per inerzia, ma i britannici sono presenti al 100%». Il viceministro degli Esteri russo Ryabkov ha annunciato che Mosca e Washington terranno a breve un terzo ciclo di consultazioni per discutere le questioni bilaterali controverse, mentre Trump sembra oscillare tra la linea del “disimpegno” e quella della “crescente pressione” sul Cremlino, implicante il sostegno alla proposta di legge volta a imporre dazi del 500% verso qualsiasi Paese che intrattenga relazioni commerciali con la Russia. Il provvedimento è stato concepito dal senatore repubblicano Lindsey Graham, che assieme al collega democratico Richard Blumenthal si era recato a Kiev per incontrare il presidente Zelensky solo pochi giorni prima dello scatenamento dell’Operazione Spiderweb. Mykola Azarov, primo ministro ucraino sotto la presidenza di Viktor Janukovyč, ha affermato che a livello di governo statunitense sarebbe già stata presa la decisione di “scaricare” Zelensky.
Claudio Celani

Giornalista specializzato in questioni economiche e geopolitiche in forza da decenni presso lo Schiller Institute e l’«Executive Intelligence Review».
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