Michael Vlahos è uno dei più acuti scrittori e studiosi di geostrategia e arte militare del nostro tempo, con trascorsi come docente presso la Johns Hopkins University e il Naval War College, nonché come analista presso la Cia e il Dipartimento di Stato. Recentemente, ha firmato un’analisi comparsa su «The American Conservative», in cui si sostiene che il pesante declino dell’efficacia militare statunitense non è da ascrivere all’irruzione di fattori tecnologici dall’effetto dirompente, come accaduto più volte nel corso della storia, ma a una micidiale combinazione di cause. In particolare, all’ascesa prorompente e in buona parte inaspettata di una potenza rivale dotata di forza paragonabile; all’assuefazione a combattere guerre contro nemici militarmente poco significativi; all’autocompiacimento che disincentiva il miglioramento di sé e lo studio dei nemici; ai condizionamenti profondamente negativi prodotti sulle forze armate da classi politiche corrotte e incapaci. Ne parliamo assieme a Roberto Buffagni, scrittore, autore di testi teatrali, studioso di questioni geostrategiche e collaboratore del sito «L’Italia e il Mondo».
Roberto Buffagni

Scrittore, autore di testi teatrali, studioso di questioni geostrategiche e collaboratore del sito «L’Italia e il Mondo». Ha curato il volume La supercazzola. Istruzioni per l’Ugo (Mondadori, 2006) e tradotto il saggio di Peter Bogdanovich Chi diavolo ha fatto quel film? Conversazioni con registi leggendari (La Nave di Teseo, 2024).
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