Il dollaro statunitense ha perso l’11% del suo valore nella prima metà del 2025, registrando il peggior calo dal 1973, quando si avvertiva pesantemente l’onda d’urto scatenata dal ripudio unilaterale degli Accordi di Bretton Woods da parte dell’amministrazione Nixon. Si tratta di una tendenza alquanto preoccupante, anche perché associata a tassi di interesse decisamente elevati da parte della Federal Reserve, nel cui consiglio direttivo è stata inserita una figura chiave come Stephen Miran. Eppure, il governatore Jerome Powell si è detto possibilista in merito alla prospettiva di un allentamento monetario da realizzare già a settembre. Sul versante commerciale, l’offensiva tariffaria scatenata dall’amministrazione Trump comincia a produrre significativi e inaspettati contraccolpi, specialmente per quanto concerne il riposizionamento di un attore cruciale come l’India.
Alessandro Volpi

Saggista, collaboratore di «Altraeconomia» e «Valori» e docente di Storia contemporanea presso il Dipartimento di Scienze politiche dell’Università di Pisa. È autore di numerosi volumi, tra cui Prezzi alle stelle. Non è inflazione, è speculazione (Laterza, 2023), I padroni del mondo. Come i fondi finanziari stanno distruggendo il mercato e la democrazia (Laterza, 2024), Nelle mani dei fondi. Il controllo invisibile della grande finanza (Altraeconomia, 2024), L’America secondo Trump. Prospettive economiche e scenari globali (La Vela, 2025), La guerra della finanza. Trump e la fine del capitalismo globale (Laterza, 2025).
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