Nei giorni scorsi, di fronte alla crescita inarrestabile dei rendimenti sui titoli statunitensi a dieci, venti e trent’anni, il segretario al Tesoro Scott Bessent ha varato un’operazione di buyback del debito, consistente nel riacquisto di titoli a lunga scadenza da finanziare attraverso l’incremento delle emissioni di obbligazioni a breve termine.

L’iniziativa, finalizzata ad abbattere i rendimenti, si è tuttavia rivelata efficace soltanto in un’ottica di brevissimo periodo perché lascia rigorosamente irrisolti i problemi strutturali costituiti da debito, deficit e inflazione.
Di fronte al rapido “rimbalzo” dei rendimenti, Scott Bessent ha dichiarato pubblicamente che il tetto di 4 miliardi di dollari per operazione fissato originariamente rappresentava in realtà un pavimento.
«Effettuiamo regolarmente riacquisti e aumenteremo le dimensioni di queste operazioni […]. Vorrei sottolineare che potrebbero superare i 4 miliardi di dollari per singola emissione […]. In parte, si tratta di un segnale volto a mostrare che a nostro parere i rendimenti non riflettano i fondamentali dell’economia. Questo conflitto con l’Iran lo supereremo […], anche se non sappiamo quando», ha dichiarato Scott Bessent.
Secondo quanto rivelato in un secondo momento da due alti funzionari del Dipartimento del Tesoro a «Cnbc», Bessent potrebbe in caso di necessità impiegare fino a un trilione di dollari del Treasury General Account (Tga) per finanziare i piani di buyback annunciati.
Un vero e proprio “bazooka”, quello descritto dai funzionari raggiunti dalla «Cnbc», nell’ambito di una spiegazione molto più sensata rispetto a quella – sconcertante – fornita ore prima da Trump. A una giornalista che richiamava la sua attenzione sulla risalita dei tassi di interesse verificatasi in seguito all’iniziativa assunta dal segretario al Tesoro, l’inquilino della Casa Bianca aveva risposto affermando che l’operazione di buyback rappresenta soltanto uno «dei molti tipi di intervento a disposizione. Il più estremo è quello militare. E se dovremo usarlo, lo faremo».
Il nuovo interventismo inaugurato da Scott Bessent
Il programma di buyback è stato anticipato da un intervento emergenziale a sostegno dello yen giapponese varato dal Dipartimento del Tesoro, che ha successivamente annunciato urbi et orbi l’Operazione Economic Outcast, intesa a strangolare economicamente l’Iran.
Piergiogio Pollini

Consulente finanziario e studioso di questioni economiche.
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