Le forze armate russe procedono la loro avanzata lungo ampi settori del fronte ucraino, accelerano il processo di riconquista dei territori del Kursk interessati dalla penetrazione dell’esercito di Kiev e colpiscono con devastanti attacchi missilistici infrastrutture critiche situate sul suolo ucraino, come l’accademia militare di Poltava centrata da un Iskander lo scorso 3 settembre. Parallelamente, Washington e Londra stanno prendendo in seria considerazione la possibilità di autorizzare il governo ucraino a impiegare armi a lungo raggio fornite dai Paesi Nato per sferrare attacchi in profondità in territorio russo. Putin e Lavrov, dal canto loro, hanno avvertito le controparti occidentali che un’iniziativa simile incrementerebbe in maniera decisiva il coinvolgimento della Nato nel conflitto, alterandone radicalmente e irreversibilmente la natura. Victoria Nuland, ex alto funzionario del Dipartimento di Stato considerata da molti l’architetto del colpo di Stato di Jevromajdan del 2014, ha invece ammesso nel corso di una recentissima intervista che l’intesa raggiunta da Mosca e Kiev a Istanbul nel marzo 2022 era saltata a causa delle pressioni esercitate dal fronte anglo-statunitense sul presidente Zelens’kyj. Parliamo di tutto questo assieme a Maurizio Boni, ex generale di corpo d’armata, giornalista e saggista. Ha ricoperto numerosi incarichi, tra cui vicecomandante dell’Allied Rapid Reaction Corps di Innsworth, capo di stato maggiore del Nato Rapid Reaction Corps Italy di Solbiate Olona, capo reparto pianificazione e politica militare dell’Allied Joint Force Command Lisbon a Oeiras e vicecapo reparto operazioni del Comando Operativo di Vertice Interforze a Roma.
SOSTEGNO
Bonifico bancario
IBAN: IT82S3608105138278581378601 intestato a Giacomo Gabellini
BIC/SWIFT: PPAYITR1XXX
PayPal
http://alturl.com/d326s
Tipeee
https://it.tipeee.com/il-contesto
I miei libri
https://amzn.to/3S77B0s











