Rodion Mirošnik, alto funzionario del Ministero degli Esteri russo, ha dichiarato che le nazioni europee ostili a Mosca stanno pianificando un progetto di spartizione dell’Ucraina, conformemente alla medesima forma mentis che ispirò l’accordo Sykes-Picot del 1916, attraverso cui Parigi e Londra si ripartirono le spoglie dell’Impero Ottomano. Francia e Gran Bretagna sono da tempo impegnati in uno sforzo diplomatico e mediatico congiunto che funge oggettivamente da ostacolo ai negoziati russo-statunitensi, e che va coinvolgendo anche l’Olanda e, soprattutto, la Germania. Quest’ultima, sotto la guida del cancelliere in pectore Friedrich Merz, sembra orientata a donare all’Ucraina i missili a lungo raggio Taurus, che l’esecutivo appena decaduto aveva ostinatamente rifiutato di concedere a Kiev. Il frenetico attivismo dei Paesi dell’Europa occidentale sta mettendo in ombra la situazione vigente nella parte orientale del continente, geograficamente più prossima alle frontiere russe e disseminata di Stati che intrattengono sia con Kiev che con Mosca relazioni molto più intense e complesse. Parliamo di tutto questo assieme a Giuseppe Maiello, direttore del Dipartimento di Scienze Sociali presso l’Università della Finanza e dell’Amministrazione di Praga. Per anni ha insegnato storia dell’Europa Orientale.
Giuseppe Maiello

Direttore del Dipartimento di Scienze Sociali presso l’Università della Finanza e dell’Amministrazione di Praga. Per anni ha insegnato storia dell’Europa Orientale.










