Nella notte a cavallo tra il 23 e il 24 maggio, le forze armate russe hanno sferrato quello che si configura con ogni probabilità come il bombardamento più imponente contro l’Ucraina, e contro Kiev in particolare, dall’inizio della guerra.

Si è trattato di un attacco su vasta scala, che ha registrato l’impiego di diverse decine di droni missili di vario tipo: balistici, da crociera, lanciati da aerei, da navi da guerra, da lanciarazzi. Tra i vettori impiegati figura anche il micidiale Oreshnik. Gli attacchi hanno colpito diverse località in Ucraina, ma si sono concentrati soprattutto su Kiev.
Gli attacchi su Kiev sono una ritorsione rispetto alla strage di Starobelsk
Il Ministero della Difesa russo ha dichiarato che si è trattato di una rappresaglia per gli attacchi ucraini contro “strutture civili sul territorio russo”. Il riferimento è chiaramente diretto all’attacco con droni ucraini contro un dormitorio universitario a Starobelsk, nell’oblast’ di Lugansk, che secondo le autorità russe ha provocato 21 morti.
Mosca ha inoltre annunciato l’intenzione di lanciare «nuove ondate di attacchi sistematici» su Kiev, mirati contro centri decisionali, posti di comando e impianti di produzione di droni.
I leader europei hanno condannato la ritorsione russa senza fare alcun cenno alla strage di Starobelsk.
Gianandrea Gaiani

Giornalista, saggista, direttore della rivista «Analisi Difesa» e animatore del canale YouTube «La Penna nel Fianco». Dal 1988 si occupa di analisi storico-strategiche, studio dei conflitti e reportage dai teatri di guerra. Dal 1991 al 2014 ha seguito sul campo i conflitti nei Balcani, Somalia, Iraq, Afghanistan, Sahara Occidentale, Mozambico e Sahel. È autore di numerosi volumi, tra cui Immigrazione. La grande farsa umanitaria (Aracne Editrice, 2017) e L’ultima guerra contro l’Europa. Come e perché tra Russia, Ucraina e Nato le vittime designate siamo noi (Il Cerchio, 2023).
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