Negli ultimi giorni, il Mali è stato investito da una serie di attacchi coordinati su vasta scala che hanno colpito il Paese da nord a sud, impegnando le forze armate locali e il contingente russo inquadrato nell’African Corps.
Nello specifico, una coalizione composta dai separatisti tuareg del Fronte di Liberazione dell’Azawad e dai radicali islamisti del Jnim, affiliati ad al-Qaeda, ha lanciato un’offensiva che ha interessato simultaneamente centri nevralgici come Kidal, Gao e la stessa capitale Bamako.
Nonostante l’effetto sorpresa iniziale, le forze armate maliane, coadiuvate dall’African Corps, sono riuscite a contenere l’avanzata e ad avviare una massiccia operazione di stabilizzazione del territorio nazionale.
A Mosca, il Ministero degli Esteri ha espresso profonda preoccupazione per l’escalation terroristica in atto, riaffermando la solidarietà al governo alleato di Bamako e rimarcando il contributo cruciale apportato dall’African Corps.
Sul suo canale X, l’African Corps ha affermato senza mezzi termini che «i gruppi terroristici Fronte di Liberazione dell’Azawad e al-Qaeda nel Maghreb islamico, con il supporto dei servizi segreti occidentali e di forze considerevoli (circa 10.000-12.000 effettivi), hanno tentato un colpo di stato in Mali».

Secondo l’Africa Corps, mercenari ucraini ed europei avrebbero partecipato agli attacchi, utilizzando missili terra-aria portatili di fabbricazione occidentale.
Il gruppo armato facente capo al Ministero della Difesa russo è convinto che le bande armate protagoniste degli assalti abbiano ricevuto addestramento e supporto logistico sia dalle forze ucraine intenzionate a ridimensionare l’influenza russa, sia da agenzie di intelligence e sicurezza occidentali interessate a minare la stabilità di una regione che si sta progressivamente allontanando dalle storiche influenze europee.
Filippo Bovo

Giornalista e saggista specializzato in questioni africane e mediorientali. Gestisce il sito «Le Nuove Vie del Mondo». È autore di numerosi volumi, tra cui Eritrea. Avanguardia di un’Africa nuova (Anteo edizioni, 2015), Yemen. Un Paese al centro della scacchiera (Anteo edizioni, 2015), Enrico Mattei. L’uomo della rinascita (Anteo edizioni, 2016).
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