Analisi indipendenti formulate da centri studio “al di sopra di ogni sospetto” come il Royal United Services Institute (Rusi) e il Center for Strategic and International Studies (Csis) convergono sulla stessa conclusione: la guerra sferrata contro l’Iran sta intaccando significativamente le scorte di munizioni critiche degli Stati Uniti.
Secondo i calcoli del Csis, gli Stati Uniti hanno consumato almeno il 45% del loro arsenale di missili a guida di precisione; il 50% delle riserve di intercettori per sistemi Thaad e Patriot; il 30% per quanto attiene le scorte di missili da crociera Tomahawk; il 20% dei missili aria-terra a lungo raggio e circa il 20% degli intercettori Sm-3 e Sm-6 per il sistema Aegis.
Sul tema è tornato anche il «New York Times», affermando, sulla base di confidenze rese da alcune fonti interne al Congresso, che 40 giorni di guerra hanno eroso pericolosamente le scorte militari.

Le “gole profonde” raggiunte dal quotidiano newyorkese sostengono che il deterioramento delle riserve di munizioni di rilievo pregiudichi agli Stati Uniti qualsiasi possibilità di sostenere conflitti di ampia portata per diversi anni a venire.
La ricostituzione delle scorte richiederà non meno di sei anni e centinaia di miliardi di dollari di investimenti, e sta già comportando forti ritardi nelle consegne di sistemi d’arma a Paesi come Giappone, Polonia e Svizzera.
Le carenze di munizioni hanno con ogni probabilità influenzato le decisioni dell’amministrazione Trump, che proprio nelle ultime ore avrebbe, sostengono funzionari statunitensi sentiti dal «Wall Street Journal», ordinato ai suoi collaboratori di prepararsi a un blocco prolungato dello Stretto di Hormuz.
Francesco Ferrante

Ufficiale dell’esercito con alle spalle una lunga esperienza operativa e di pianificazione interforze e collaboratore della rivista «Analisi Difesa». Lavora attualmente nel settore privato per una società specializzata in difesa e sicurezza, continuando ad insegnare pianificazione operativa e targeting. Ha partecipato a missioni operative in teatri complessi, tra cui Iraq, Afghanistan, Libia, Libano, Bosnia, Repubblica Centrafricana, Burkina Faso e Mozambico.
Giancarlo Maragucci

È stato Ufficiale Pilota dell’Aeronautica Militare fino a raggiungere il grado di Colonnello. Assegnato quale pilota alla linea Tornado, ha conseguito tutte le qualifiche operative. Ha partecipato alle operazioni aeree nella ex Jugoslavia, in Afghanistan e in Libia.
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