Mentre l’esecutivo si appresta a varare una controversa manovra finanziaria da 30 miliardi di euro, gli scaffali vuoti nei negozi di mezza Italia vanno rapidamente svuotandosi per effetto dello sciopero degli autotrasportatori.

Lo sciopero nasce dai prezzi insostenibili raggiunti dai carburanti, e va a saldarsi con manifestazioni che traggono origine da ragioni di malcontento sociale apparentemente diverse ma in realtà strettamente riconducibili alle profonde distorsioni inerenti il ruolo dello Stato e la gerarchia delle priorità in base alla quale sono strutturati il sistema tributario e la dinamica della spesa pubblica.
Sciopero e disordini: il governo chiama in causa forze straniere
Il governo, dal canto suo, corre ai ripari additando il sempiterno “nemico esterno”.
I sospetti, neanche a dirlo, si concentrano sulle cosiddette “ombre russe”, evocate apertamente da ultimo dal presidente Zelensky secondo cui: «la Russia conduce da tempo una guerra ibrida contro l’Europa anche contro Italia, Francia, Gran Bretagna e Germania. Non è la guerra su vasta scala che conduce contro di noi, ma passa attraverso televisioni, mezzi d’informazione, Internet e social network. I cittadini hanno diritto di essere soddisfatti o insoddisfatti dei propri governi, ma non devono essere manipolati da campagne russe».
Alessandro Volpi

Saggista, collaboratore di «Altraeconomia» e «Valori» e docente di Storia contemporanea presso il Dipartimento di Scienze politiche dell’Università di Pisa. È autore di numerosi volumi, tra cui I padroni del mondo. Come i fondi finanziari stanno distruggendo il mercato e la democrazia (Laterza, 2024); Nelle mani dei fondi. Il controllo invisibile della grande finanza (Altraeconomia, 2024); L’America secondo Trump. Prospettive economiche e scenari globali (La Vela, 2025); La guerra della finanza. Trump e la fine del capitalismo globale (Laterza, 2025); La finanza è colpevole. Storia e cronache dall’abisso (Einaudi, 2026).
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