Lo scorso 23 giugno, in occasione di un evento di gala organizzato dall’Economic Club of New York per il duecentocinquantesimo anniversario dalla fondazione degli Stati Uniti, il segretario al Tesoro Scott Bessent ha pronunciato un discorso intitolato American economic statecraft in the 21st Century.

L’intervento di Bessent delinea i contorni della strategia di politica economica elaborata dall’amministrazione Trump, che sancisce un vero e proprio superamento del canone liberista affermatosi a partire dal secondo dopoguerra, in nome di un rinnovato interventismo statale a sostegno della sovranità nazionale.
Per Bessent, l’ordine economico imposto dopo gli Accordi di Bretton Woods ha generato prosperità diffusa attraverso l’espansione del commercio internazionale, ma anche prodotto squilibri andatisi via via sclerotizzandosi fino a trasformarsi in vulnerabilità strutturali.
La riscossa statunitense, sostiene il segretario al Tesoro, passa necessariamente per l’adozione di una linea d’azione ispirata al modello dirigistico di stampo hamiltoniano, articolata in cinque principi fondamentali.
Marco Carnelos

Saggista ed ex diplomatico con all’attivo incarichi in Somalia, Iraq e Nazioni Unite. Presiede la società di consulenza McGeopolicy e collabora con la testata «Middle East Eye». È autore del volume, scritto assieme a Giovanni Castellaneta, Berlusconi, il mondo secondo lui. Una lezione di politica estera nell’attuale disordine globale (Guerini e Associati, 2026).
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