Nei giorni scorsi, il Bundesamt für Verfassungsschutz (Bfv, il servizio di sicurezza interno tedesco), ha bollato il partito di Alternative für Deutschland (AfD) guidato da Alice Weidel come “estrema destra”, in quanto, recita il relativo rapporto, «l’idea etnica-nazionale del popolo che prevale nel partito non è compatibile con l’ordinamento democratico […]. L’obiettivo consiste nell’escludere alcuni gruppi di popolazione da una partecipazione paritaria nella società […]. Più specificamente, AfD ritiene che i cittadini tedeschi con una storia di migrazione da Paesi musulmani, ad esempio, non siano membri paritari del popolo tedesco, come definito dal partito in termini etnici». La Weidel e il suo stretto collaboratore Tino Chrupalla hanno immediatamente condannato la valutazione espressa dal servizio segreto di Berlino, identificandola come una «decisione politica» e «un attacco alla democrazia», in virtù del fatto che, stando ai sondaggi più recenti, AfD sarebbe attualmente il primo partito tedesco per gradimento. Il ministro dell’Interno Nancy Faeser, dal canto suo, ha difeso l’operato del Bfv, sottolineandone l’assoluta imparzialità. La Faeser ha inoltre evidenziato che non esiste alcun automatismo tra la presa di posizione dei servizi di sicurezza e la messa al bando del partito, anche se «non si può escludere nulla». La presa di posizione del Bfv tedesco rappresenta l’ultimo anello di una lunga catena di eventi a dir poco “controversi” verificatisi in Europa, quali l’annullamento delle elezioni in Romania; la modifica sostanziale della Costituzione tedesca necessaria ad avviare il programma di riarmo attuata dal Bundestag “scaduto”; l’emissione di un mandato di arresto a carico del presidente della Repubblica Srpska Milorad Dodik; l’arresto della leader della Gagauzia (regione russofona della Moldavia) Eugenia Gutul; la condanna per appropriazione indebita nei confronti di Marine Le Pen, esponente verticistico di Rassemblement National; la formulazione di vere e proprie minacce verso i leader europei intenzionati a recarsi a Mosca in occasione delle commemorazioni per la vittoria nella Seconda Guerra Mondiale da parte dell’Alto Rappresentante per la Politica Estera dell’Unione Europea Kaja Kallas. Dove sta andando l’Europa?
Aldo Rocco Vitale

Saggista e professore di Filosofia del diritto presso l’Università Europea di Roma e visiting Professor presso la Facoltà di Bioetica dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum. È autore di numerosi volumi, tra cui Introduzione alla bioetica. Temi e problemi attuali (Il Cerchio, 2019), All’ombra del Covid-19. Guida critica e biogiuridica alla tragedia della pandemia (Il Cerchio, 2022), Il contrappasso come tema di filosofia del diritto (Franco Angeli, 2022).











