Riprendono finalmente i negoziati tra rappresentanti russi e ucraini a Istanbul, la stessa sede in cui oltre tre anni fa era stato trovato un accordo di massima – poi naufragato – per porre fine al conflitto. La delegazione russa è guidata dal consigliere del Cremlino Vladimir Medinsky, che già nella primavera 2022 era stato insignito del ruolo di capo-negoziatore. Si registra l’assenza sia del presidente Putin, sia del ministro degli Esteri Lavrov. A Istanbul si è invece recato il presidente Zelensky, che a margine di un lungo colloquio con l’omologo turco Erdoğan ha annunciato la composizione della delegazione ucraina, al cui vertice è stato nominato il ministro degli Esteri Umerov. Il suo mandato consiste nel negoziare «un cessate il fuoco incondizionato di 30 giorni», mentre Mosca, ha spiegato il portavoce del Cremlino Peskov, «è determinata a individuare soluzioni per raggiungere una conclusione pacifica a lungo termine [….]. Gli obiettivi dei negoziati vertono sull’eliminazione delle cause profonde del conflitto e sulla tutela degli interessi della Russia». Il presidente Trump, invece, si è defilato dopo aver finalizzato l’accordo sulle risorse naturali ucraine, dichiarato che non accadrà nulla di significativo finché non incontrerà Putin e affidato a Erdoğan le redini delle trattative, da cui rimangono invece completamente esclusi gli europei che sotto il coordinamento della “troijka” formata da Macron, Merz e Starmer avevano intimato a Mosca di proclamare una tregua di 30 giorni, pena l’imposizione di nuove sanzioni. Putin ha respinto seccamente l’ultimatum e deriso l’atteggiamento autolesionistico dei leader europei, mentre Mario Draghi ha riconosciuto, nel corso di un intervento tenuto in occasione del simposio Cotec 2025 in Portogallo, che «potrebbe essere troppo tardi per influenzare gli eventi a breve termine. Anche se abbiamo fornito circa la metà’ degli aiuti militari all’Ucraina, probabilmente saremo spettatori passivi in un negoziato di pace che riguarda il nostro futuro e i nostri valori».
Jacques Baud

Saggista ed ex colonnello dell’intelligence svizzera specializzato in questioni russe ed europee, con impieghi presso la Nato e le Nazioni Unite. è autore di numerosi volumi, tra cui Operation Z. The hidden truth of the war in Ukraine revealed (Max Milo, 2022), Ukraine between war and peace (Max Milo, 2023), The Russian art of War (Max Milo 2024, disponibile anche in italiano), Operation al-Aqsa Flood. The defeat of the vanquisher (Max Milo, 2024, disponibile anche in italiano)
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