La guerra tariffaria e sanzionatoria sferrata dall’amministrazione Trump sta proseguendo a ritmo accelerato, rivolgendosi molto marginalmente contro la Russia. I bersagli dell’offensiva statunitense sembrano consistere nell’India e nel Brasile, colpiti con provvedimenti estremamente severi, ma di qui a breve, ha assicurato il presidente Trump, la platea dei Paesi destinatari delle misure statunitensi andrà allargandosi considerevolmente. Forse, fino a ricomprendere perfino l’Unione Europea, come ventilato dal senatore Lindsey Graham in un post sul suo profilo Twitter/X in cui si avvertono i Paesi europei che i loro acquisti di idrocarburi russi intermediati dall’India «devono cessare». Anche Giappone e Corea del Sud si ritrovano nel mirino. India, Cina e Brasile, dal canto loro, hanno reagito con prontezza, attraverso note diplomatiche di rara durezza a cui seguiranno con ogni probabilità ritorsioni di vario genere. Il primo ministro Modi si recherà a breve in Cina per la prima volta da sette anni, dopo aver spedito il suo consigliere per la Sicurezza Nazionale a Mosca per discutere l’approfondimento della partnership strategica con la Russia. Il presidente Lula, invece, ha dichiarato in un’intervista a «Reuters» che moltiplicherà gli sforzi per convincere i suoi omologhi cinese e indiano a elaborare una reazione coordinata a livello Brics agli attacchi statunitensi. Il dollaro ha accusato i contraccolpi dell’offensiva tariffaria statunitense, sotto forma di svalutazione pari all’11% nel primo semestre del 2025. Si tratta del risultato peggiore mai riscontrato dal 1973, ascrivibile anche ai crescenti dubbi circa la sostenibilità fiscale del “Big, beautiful bill” e all’aumento apparentemente inarrestabile della massa debitoria. Il debito federale sta raggiungendo quota 37.000 miliardi di dollari, mentre quello estero ha varcato la soglia critica dei 28.000 miliardi. La combinazione tra debito pubblico e privato ammonta al 250% circa del Pil, trainato per il 65-70% dai consumi interni che vengono tuttavia alimentati in misura sempre maggiore dal 20% più ricco della popolazione.
Alessandro Volpi

Saggista, collaboratore di «Altraeconomia» e «Valori» e docente di Storia contemporanea presso il Dipartimento di Scienze politiche dell’Università di Pisa. È autore di numerosi volumi, tra cui Prezzi alle stelle. Non è inflazione, è speculazione (Laterza, 2023), I padroni del mondo. Come i fondi finanziari stanno distruggendo il mercato e la democrazia (Laterza, 2024), Nelle mani dei fondi. Il controllo invisibile della grande finanza (Altraeconomia, 2024), L’America secondo Trump. Prospettive economiche e scenari globali (La Vela, 2025), La guerra della finanza. Trump e la fine del capitalismo globale (Laterza, 2025).
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