Ormai da molti anni in Occidente ci si interroga sulla reale capacità cinese di convertire in forza militare le proprie immani capacità industriali e di sviluppo tecnologico. Nei giorni scorsi, in occasione della parata militare organizzata per celebrare l’ottantesimo anniversario della vittoria sulle forze d’occupazione giapponesi, Pechino ha aperto per la prima volta uno squarcio sul reale stato di avanzamento del proprio apparato bellico, suscitando grande impressione un po’ ovunque nel mondo. Secondo Patricia Marins, ex ufficiale delle forze armate brasiliane e attuale analista militare per «Defense Arabia», «la parata di piazza Tiananmen di Pechino è stata più di una semplice celebrazione. L’evento ha messo in mostra gli impressionanti progressi realizzati dall’esercito cinese, con un’esibizione di tecnologie all’avanguardia, tra cui velivoli senza equipaggio, missili ipersonici, carri armati di nuova generazione, veicoli sottomarini senza pilota e sistemi di guerra cibernetica ed elettronica. La parata ha segnato una trasformazione nella dottrina militare cinese, incentrata su autonomia, operazioni in rete e strategie asimmetriche, sfidando il predominio militare occidentale e sollevando interrogativi sulla rilevanza a lungo termine delle piattaforme convenzionali in quest’era di guerra intelligente».
Tiziano Ciocchetti

Storico e analista militare specializzato in armamenti sia nazionali che esteri.
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