Secondo «Bloomberg», «quando nel 2018 il presidente Trump avviò la guerra commerciale con la Cina, il suo obiettivo era invertire la rotta della politica industriale cinese e ostacolarne l’ambizione di dominare il settore manifatturiero ad alta tecnologia. Questa politica ha fallito su tutti i fronti».

Al di fuori degli Stati Uniti, evidenzia «Bloomberg», «la posizione commerciale della Cina è più solida che mai. L’anno scorso il suo avanzo commerciale ha raggiunto la cifra record di 1.190 miliardi di dollari».
Il verdetto inappellabile di «Bloomberg»
La Cina «rimane la principale potenza industriale mondiale e, con ampio margine, il maggior produttore ed esportatore di beni intermedi. Gli esportatori cinesi hanno reagito alle nuove barriere commerciali americane semplicemente aggirandole, anziché riducendo i volumi».
Il modello economico cinese a guida statale, osserva «Bloomberg», «è diventato ancora più efficace. L’ultimo piano quinquennale dimostra che la politica industriale non è più soltanto un ambito d’intervento tra i tanti, bensì il principio organizzativo dell’intera economia».
In conclusione, afferma «Bloomberg», «la politica statunitense si è rivelata inefficace, se non addirittura controproducente. I sondaggi evidenziano che, per la prima volta, in molti Paesi la Cina è vista con maggior favore rispetto agli Stati Uniti».
In questo contesto si colloca la visita negli Stati Uniti del presidente cinese Xi Jinping, risoltasi in un sostanziale nulla di fatto. Questo, per lo meno, è quanto emerge dal raffronto tra le enormi aspettative che gran parte degli osservatori internazionali riponeva nell’incontro di Xi con Trump e i risultati concretamente ottenuti, vale a dire un prolungamento di due mesi della tregua commerciale.
Nello specifico, sottolinea il portavoce dell’ambasciata cinese Washington Liu Chang, Stati Uniti e Cina hanno raggiunto un’intesa su otto obiettivi comuni che riguardano la stabilità strategica, il commercio, l’intelligenza artificiale e altre forme di cooperazione.
L’accordo, firmato dai due capi di Stato, prevede una riduzione reciproca dei dazi per un controvalore di 30 miliardi di dollari, la creazione di un dialogo Cina-Stati Uniti sull’intelligenza artificiale e un memorandum sulla comunicazione in caso di crisi militari, oltre al sostegno reciproco alle riunioni Apec e G-20 e alla concessione in affitto di due panda giganti allo zoo di Atlanta.
I due Paesi hanno anche organizzato operazioni antidroga che hanno portato all’arresto di decine di sospetti e ricordato l’alleanza della Seconda Guerra Mondiale, sottolineando la necessità di promuovere ampi sforzi per rafforzare i legami bilaterali.
Davide Martinotti

Studioso di questioni geostrategiche, specialista di mondo e cultura cinese e animatore del canale YouTube «Dazibao». Vive da tempo in Cina.
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