Durante un recente incontro con l’ambasciatore cinese a Teheran, il segretario del Supremo Consiglio di Sicurezza Nazionale dell’Iran Mohsen Rezaei ha dichiarato che «lo Stretto di Hormuz non verrà riaperto fino a quando gli Stati Uniti non modificheranno radicalmente il loro comportamento, accettando le condizioni dell’Iran».

Nello specifico, ha sottolineato Rezaei, «gli Stati Uniti devono porre fine alla guerra, sbloccare i fondi iraniani congelati e promuovere una cessazione delle ostilità in tutta la regione, inclusi Libano e Gaza».
Rezaei indica altre, durissime clausole
Rezaei ha menzionato, senza rivelarne apertamente il contenuto, l’esistenza di «altre condizioni che sono state trasmesse a Washington tramite intermediari».
Da indiscrezioni emerse successivamente, le clausole predisposta da Teheran prevedono che gli Stati Uniti versino 300 miliardi di dollari di riparazioni e rimuovano in via definitiva la propria presenza dal Golfo Persico.
Rezaei ha inoltre chiarito che qualsiasi accordo – attualmente in fase di finalizzazione – con l’Oman per la definizione delle future modalità di transito attraverso lo Stretto di Hormuz rappresenta una questione completamente separata rispetto alle trattative con gli Stati Uniti.
La postura “massimalista” assunta dall’Iran riflette la posizione di forza conquistata dalla Repubblica Islamica, che attualmente conta sull’attivismo non soltanto di Hezbollah, ma anche e soprattutto degli Houthi.
I quali, per nulla intimoriti dal patto di mutua difesa siglato dall’Arabia Saudita con Pakistan e Turchia, hanno imposto il blocco dei porti sauditi, preso ripetutamente di mira petroliere riconducibili a Riyadh e colpito infrastrutture energetiche critiche per il regno, che accusa una caduta significativa del volume delle esportazioni di prodotti petroliferi.
Salvo Ardizzone

Consulente societario e saggista specializzato in questioni mediorientali. È autore di numerosi volumi, tra cui Unipolarismo vs multipolarismo. Una visione geopolitica non asservita (Passaggio al Bosco, 2022), Ecologia vs natura. Un percorso per il ritorno all’umano (Passaggio al Bosco nel 2023), Medio Oriente. Dall’egemonia Usa alla resistenza islamica 1945-2006 (Arianna editrice, 2021), Medio Oriente. Risveglio islamico e false primavere (Arianna Editrice, 2022), Medio Oriente. La guerra in Siria, la Resistenza Islamica Palestinese (Arianna Editrice, 2024).
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