Stando a quanto riportato dal «Washington Post» sulla base di confidenze rese da funzionari sia arabi che occidentali, la frustrazione verso gli Stati Uniti starebbe aumentando considerevolmente nella regione del Golfo Persico, dove vanno approfondendosi le preoccupazioni circa la capacità dell’amministrazione Trump di promuovere una stabilizzazione efficace dell’area.

Più specificamente, riferisce il «Washington Post», «tre funzionari e un ex diplomatico statunitense hanno dichiarato che i governi di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Kuwait e Bahrain sono ora uniti nella loro irritazione verso l’amministrazione Trump. Alcuni hanno perfino iniziato a mettere in discussione l’ipotesi di continuare a ospitare grandi installazioni militari statunitensi».
Per il «Washington Post», la fiducia del Golfo negli Usa vacilla
Questi Paesi, conclude il «Washington Post», «continuano a fare affidamento su Washington come partner di sicurezza e fornitore di armi, e Qatar e Bahrain ospitano grandi basi statunitensi. Ma la frustrazione sta portando alcuni Stati a considerare la possibilità di siglare nuovi accordi». A partire dal patto di mutua difesa sottoscritto da Arabia Saudita, Turchia e Pakistan, definito da un alto funzionario europeo come «un segnale per gli Stati Uniti», attestante gli sforzi crescenti che i Paesi sunniti dell’area stanno sostenendo per «diversificare le loro partnership in materia di sicurezza e difesa. Dal loro punto di vista, il supporto degli Stati Uniti non è più sufficiente».
Sullo sfondo, gli Stati Uniti stanno ritirando la loro ultima portaerei dal Pacifico occidentale: la Uss Washington, di stanza in Giappone, si dirigerà verso il Medio Oriente per sostituire la Uss Lincoln, al centro di uno scandalo di portata internazionale legato alle condizioni di vita insostenibili imposte all’equipaggio.
Quantomeno in via provvisoria, questa iniziativa lascerà il Pacifico occidentale senza il presidio di una portaerei statunitense.
Come Carpentier de Gourdon

Politologo, consulente e saggista francese che vive tra Europa e India con all’attivo collaborazioni con numerose testate internazionali. È autore di numerosi volumi, tra cui From India to infinity. Memories of a hundred and one moons. An Indian odyssey (Har-Anand Publications, 2016), e A shining city on a hill. Novus ordo seclorum (Har-Anand Publications, 2018).
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