Nei giorni scorsi, Ceuta, enclave spagnola in territorio marocchino, è stata presa letteralmente d’assalto da decine di migliaia di nordafricani indotti, scrive il New York Times», dalle massime autorità di Rabat.
Numerosi analisti hanno ricondotto il fenomeno che ha interessato Ceuta alla discussa sentenza attraverso cui la Corte Suprema spagnola ha proibito il respingimento immediato dei migranti intercettati in mare mentre tentano di raggiungere Ceuta e Melilla.
Una “manina” israelo-statunitense dietro i fatti di Ceuta?
L’intelligence spagnola, dal canto suo, aveva avvertito il governo di Madrid che un numero insolitamente elevato di marocchini stava ammassandosi lungo la linea di confine di Ceuta, conformemente alle raccomandazioni formulate dal Middle East Forum. Vale a dire un think-tank neoconservatore collocato su posizioni ardentemente filo-israeliane, che lo scorso marzo aveva pubblicato un articolo in cui Michael Rubin, senior fellow dell’American Enterprise Institute, esortava apertamente il Marocco a organizzare una nuova “Marcia Verde” verso le enclavi spagnole di Ceuta e Melilla.

Rubin suggeriva che i marocchini dovrebbero radunarsi al confine, entrare e issare la bandiera senza brandire armi così da sottrarre alla Spagna – e alla Nato – qualsiasi fondamento per legittimare l’intervento.
L’ambasciatore israeliano presso le nazioni Unite Danny Danon ha ironizzato immediatamente sull’accaduto, affermando che «la Spagna, che non perde mai l’opportunità di fare la predica a Israele, ha dichiarato lo stato di emergenza a Ceuta in seguito alla crisi legata alla sua politica sull’immigrazione. Forse, prima che continui a farci la morale, è ora che spieghi al mondo perché mantiene ancora enclavi coloniali in Africa».
Il ministro dei Trasporti spagnolo Oscar Puente ha risposto che, alla luce dell’uscita del diplomatico israeliano, «tutto comincia ad essere piuttosto chiaro», evocando una regia diretta di Israele che beneficia di una relazione strettamente collaborativa con il Marocco da ancor prima che quest’ultimo aderisse agli Accordi di Abramo.
Il 4 agosto, il ministro dell’Interno spagnolo Fernando Grande-Marlaska ha dichiarato che, dall’inizio della crisi di Ceuta, erano «entrati illegalmente 72.000 migranti. Di questi, 70.000 hanno fatto rientro in Marocco».
Andrea Zhok

Professore di filosofia morale presso il Dipartimento di Filosofia dell’Università Statale di Milano e saggista. È autore di numerosi volumi, tra cui Critica della ragione liberale. Una filosofia della storia corrente (Meltemi, 2020), La profana inquisizione e il regno dell’anomia. Sul senso storico del politicamente corretto e della cultura woke (Il Cerchio, 2024), Il senso dei valori. Fenomenologia, etica, politica (Mimesis, 2024), Diario politico di un martirio. Palestina 2023-2025 (Il Cerchio, 2025).
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